Il turismo ibleo in questi ultimi cinque anni ha fatto registrare senza dubbio una crescita. L’attenzione verso la nostra terra di grandi strumenti della comunicazione, quali RAI, cinema , giornalismo nazionale, personaggi della cultura e dello spettacolo, nonché il sistema promozionale posto in essere da Enti locali(Comuni e Provincia), associazioni e società private hanno consentito di far uscire la provincia di Ragusa da quell’isolamento cui era stata relegata almeno sino alla fine degli anni ’90.
Quel che però è accaduto quest’anno lascia un po’ perplessi. La Regione con il suo presidente Lombardo ha deciso di non far partecipare la Regione Sicilia alla BIT(Borsa internazionale del turismo), vetrina importante del settore, sostenendo che si tratta solo di una passerella per sprecare soldi pubblici e fare divertire qualcuno. Che questo sia accaduto in passato o possa accadere ancora oggi è anche vero e da condannare, ma da questo ad eliminare in modo drastico la Sicilia dai circuiti promozionali risulta un atto politico estremo e radicale oltre che dannoso, se si considera che siamo in attesa dell’apertura dell’aeroporto di Comiso e che la terra siciliana è la più ricca di beni culturali e che vive molto del turismo. Bene ha fatto, a mio giudizio, la provincia di Ragusa a partecipare, alla luce del fatto che anche i quotidiani che hanno riportato notizie sulla BIT hanno evidenziato come la terra iblea sia parecchio appetibile ai circuiti importanti del turismo.
Io penso, poi, che il rilancio del nostro turismo esiga un metodo culturale che sappia coniugare almeno tre elementi fondamentali: l’oggetto culturale, il territorio, la qualità dei servizi . In questa direzione mi sembra che il delegato al turismo della Provincia, Mommo Carpentieri, abbia intrapreso, una direzione onestamente condivisibile.
Il turismo, infatti, deve creare e sviluppare cultura, deve guidare alla conoscenza delle bellezze artistiche, monumentali e paesaggistiche che costituiscono il patrimonio di civiltà passate ricche di storia, tradizioni e culture. Da qui l’importanza dell’oggetto culturale in sé, che deve essere protetto, curato, salvaguardato, non solo perché in caso di inadempienza si verrebbe esclusi dal riconoscimento già ottenuto dall’Unesco, ma anche poter essere fruito al meglio dai visitatori.
Attorno al nostro barocco devono crearsi processi di sviluppo : non basta pregiarsi di ciò che si ha, occorre che il patrimonio diventi strumento di crescita e di sviluppo economico. Ecco dunque l’importanza di una partecipazione, anche con risorse limitate, ad una evento come la BIT. Il ruolo della politica deve essere quello di creare un cultura del turismo che sia funzionale al rilancio del territorio, il quale diventa, così, luogo di confluenza di interessi culturali, di attenzioni imprenditoriali e di creazione di strutture artigianali e commerciali.
Il rilancio del turismo nel nostro territorio non può avvenire , infatti, con la semplice calendarizzazione di piccole mani-festazioni di piazza, di concertini, di spettacoli teatrali, di mostre etcc, di eventi musicali di richiamo(che,fra l’altro, costano molto); queste sono sicuramente utili iniziative di intrattenimento, che servono di supporto nelle residenze rivierasche. Il motivo per cui è importante partecipare a queste borse del turismo è quello di fare in modo che si potenzi “ una convergenza operativa” tra la politica , l’imprenditoria e la promozione commerciale, dato che spetta alla politica creare le condizioni del rilancio mediante incentivi che spingono ad investire nel settore; l’imprenditoria turistica, poi, ha il compito di confezionare il “prodotto turistico” nei suoi vari aspetti( ricettivo, enogastronomico, paesaggistico, culturale , folkloristico, itinerari , etc…) attenzionando il rapporto qualità-prezzo affinché sia competitivo nel mercato.
Se dalla partecipazione a eventi come la BIT si riesce concretamente a sapere intercettare flussi turistici verso la nostra terra attraverso una destagionalizzazione che non riduce il turismo a due mesi l’anno, credo che le risorse utilizzate per queste iniziative siano ben spese. Sento a volte qualcuno che si lamenta di prezzi e tariffe molto alte nelle nostre strutture ricettive. La ragione c’è: se le strutture lavorano solo pochi mesi, per esse appare normale applicare tariffe che le consentano di far quadrare i bilanci. La questione dunque è un’altra: la politica deve aiutare a destagionalizzare e ad allungare i periodi del turismo, mentre gli operatori del comparto turistico devono omogeneizzare i prezzi, così da essere competitivi nel mercato nazionale ed internazionale. Ed eventi come la BIT sono importanti proprio per questo scopo!

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