Anche quest’anno, allo scoccare delle ore 24 dell’ultimo giorno di dicembre, in gran parte del mondo, malgrado da un paio d’anni si vivano ovunque momenti di oggettiva difficoltà e di grande incertezza per il futuro, festeggeremo l’arrivo del nuovo anno, speranzosi che possa essere migliore di quello appena finito. E’ giusto che sia così, perchè se nell’uomo dovesse morire la speranza che il domani possa riservarci momenti migliori, non sarebbe certo un bel vivere. Ma al di là della legittimità ad essere positivi, esistono le reali condizioni perchè ciascuno di noi possa obiettivamente pensare che i prossimi giorni, i mesi a venire, saranno davvero meno complicati di quelli alle nostre spalle ?
A livello locale, non ci sarà motivo per essere allegri, per un’economia ancora ferma al palo, per una disoccupazione che cresce, per una realtà politico-amministrativa che, per cause che affondano le radici nell’arco del ventennio passato, chi amministra, continuerà a faticare non poco per tentare di venir fuori da una realtà economico-finanziaria non certo serena, anche alla luce di ciò che il Governo centrale ha voluto regalare a Comuni e Province.
A livello regionale, l’unico vero interesse che emerge ormai da mesi, è quello di mettere pezze ad una maggioranza claudicante che pur di rimanere in sella, fa accordi anche col diavolo, rinunciando di fatto a legiferare e ad affrontare le tante emergenze della nostra Regione.
A livello nazionale, quali che siano le decisioni che assumeranno i nostri politici, per noi popolaccio, non si vede all’orizzonte nulla di sereno. Continueremo ad occuparci di bunga bunga, di festini e di questioni personali dei potenti; continueremo a sopportare le deliranti dichiarazioni di qualche parlamentare di primo piano che propone condanne preventive per chi, nell’esercitare il diritto democratico a manifestare, esasperando i toni, diventa violento, ma molto spesso in conseguenza dell’incapacità della classe dirigente ad affrontare concretamente i problemi sociali del Paese,
Chi siede nei Palazzi del potere, non può non sapere che talvolta la disperazione, il non sentirsi ascoltati, degenera nella follia che può produrre violenza. E intanto le difficoltà s’incancreniscono !
Continueremo in compenso a deliziarci, seguendo in tv il grande fratello, che quantomeno andrebbe rivisto nel titolo, per le sue caratteristiche squisitamente culturali.
E dunque ? Possiamo tenere in vita solo la speranza, d’altra parte, non mi pare che in nostre mani esistano strumenti per realizzare quel radicale cambiamento di cui avremmo bisogno a livello sociopolitico, anzi, uno strumento (illusorio) lo abbiamo, quello del voto, ma molti di noi ne fanno purtroppo un uso distorto. Auguri a tutti, soprattutto ai comuni cittadini che ne hanno davvero bisogno, d’un anno sereno e prospero.

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