Rapina alla Banca Agricola Popolare di Modica. 6 anni e 8 mesi all’autore

Sei anni e otto mesi di reclusione a fronte dei nove anni richiesti dal pubblico ministero Francesco Puleio, sono stati inflitti dal Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco, all’autore della rapina dello scorso otto febbraio in danno della filiale numero uno della Banca Agricola Popolare di Ragusa, in Corso Umberto. Giuseppe D’Amico, 48 anni, pregiudicato catanese, difeso dall’ avv. Carmelo Scarso, è stato processato col giudizio abbreviato, dunque, ha beneficiato dalla riduzione di un terzo della pena. Era accusato di rapina aggravata in concorso con persona in via di identificazione, quando si era introdotto nell’istituto bancario ed avevano minacciato i dipendenti e i clienti presenti, con un taglierino, riuscendo ad impossessarsi della somma in contanti di 20 mila euro sottraendola dalle casse tre casse in funzione. Rispondeva anche di porto di armi atte ad offendere. Quel pomeriggio(era un lunedì) i due malviventi si erano presentati in banca, uno indossava gli occhiali da sole ed un altro un cappellino in lana con paraorecchie. Uno di questi aveva minacciato gli impiegati facendoli spostare contro il muro, l’altro si era incaricato di svuotare le tre casse. Il primo, armato di taglierino, aveva tenuto in forma di ostaggio, una studentessa modicana dell’Istituto Tecnico “Archimede” che stava dietro il bancone per una sorta di stage autorizzato dalla banca, che svolgono nei veri istituti di credito, in ore pomeridiane. Avevano agito con molta discrezione. Erano entrati con molta naturalezza(uno, pare, avesse una carpetta gialla in mano)e, quando avevano ritenuto il momento utile, avevano agito. Quello col taglierino a bassa voce aveva invitato i bancari ad andare verso il muro che in primo momento hanno snobbato l’interessato. Poi quando questi avevano tirato fuori l’arma bianca, avevano capito che si trattava di una vera rapina. Il malvivente sarebbe stato così discreto che un collega delle vittime dal fronte opposto, intento in alcune operazioni, non si era reso conto che dall’altra parte c’era una persona che aveva un taglierino in mano. D’Amico fu arrestato 10 giorni dopo dalla polizia.











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