Modica: L’Assessore all’Urbanistica Giurdanella risponde al Consigliere Cannata sul Piano Casa
L’Assessore all’Urbanistica del Comune di Modica Giovanni Giurdanella interviene sull’interrogazione presentata all’Amministrazione dal consigliere comunale Salvatore Cannata a proposito dell’attuazione del Piano Casa. Ci sorprende per il solo fatto che a scriverla in quei termini sia stato un tecnico -dal quale ci si aspetterebbe davvero maggiore avvedutezza, precisione e competenza- e merita tuttavia una risposta puntuale per riportare la chiarezza sull’argomento.
Cannata si chiede infatti, e ci chiede, afferma Giurdanella, come mai l’Amministrazione “non ha assunto alcuna determinazione e direttiva nel termine di 120 giorni dalla data di emanazione della Legge” e ci sollecita a “trasmettere al Consiglio Comunale in tempi brevissimi, la proposta di delibera sul Piano Casa, al fine di mettere lo stesso Consiglio Comunale nelle condizioni di potere deliberare in merito, emanando le norme di attuazione da valere per il territorio di Modica”.
La risposta, semplicissima, è che la Legge regionale del 23 marzo 2010 n. 6, che stabilisce le “Norme per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio”, non prevede che i Comuni deliberino alcuna norma di attuazione a valere sul proprio territorio ed è già pienamente efficace su tutto il territorio regionale, nei termini di legge, dallo scorso aprile (trascorsi i 15 giorni dalla sua pubblicazione nella G.U.R.S. avvenuta il 26 marzo 2010).
Sarebbe bastato, continua ancora l’Assessore Giurdanella, che il consigliere Cannata avesse letto con più accortezza la stessa Legge e in particolare il comma 4 dell’art. 6, cui lui stesso fa riferimento insinuando un’inadempienza dell’Amministrazione rispetto alla scadenza dei termini, e si sarebbe accorto facilmente che esso prevede che “I comuni, con delibera consiliare, entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono motivatamente escludere o limitare l’applicabilità delle norme di cui agli articoli 2 e 3 ad immobili o zone del proprio territorio o imporre limitazioni e modalità applicative, sulla base di specifiche ragioni di carattere urbanistico, paesaggistico e ambientale”.
Trascorso comunque questo termine concesso ai Comuni per decidere se escludere o limitare interventi in determinate zone del proprio territorio – i cittadini hanno 24 mesi di tempo per presentare le proprie istanze, in particolare per l’ampliamento o il rinnovamento degli edifici esistenti.
La delibera che Cannata ci sollecita potrebbe avere dunque nel territorio di Modica, per previsione stessa di legge, esclusivamente un contenuto limitativo dell’applicazione del Piano Casa vigente, che già i tecnici esperti hanno ritenuto sin troppo restrittivo: cito solo un autorevole parere, quello del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania, Carmelo Maria Grasso, secondo cui “alcune Regioni, inclusa la Sicilia, hanno legiferato molto in ritardo e ponendo vincoli troppo restrittivi”, tanto che i dati ci dicono che in tutto il Paese sono state presentate finora solo 2.700 istanze, con una media di 42 a Comune.
Il fatto che l’Amministrazione Comunale di Modica non abbia inteso restringere in alcun modo l’applicazione del Piano Casa, pertanto, conclude l’Assessore all’Urbanistica, va evidentemente proprio nella direzione di dare il massimo sostegno e rilancio all’economia locale attraverso l’attività del settore edile – cui anche il Consigliere Cannata fa riferimento con particolare preoccupazione – ma anche per incoraggiare l’effettiva riqualificazione del patrimonio esistente.
In buona sostanza: a Modica il Piano Casa è già operativo nella massima estensione consentita dalla legge regionale.






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