SCUOLA. SCATTI DI ANZIANITA’: SI VA Al RIPRISTINO DELLE FASCE STIPENDIALI

La recente manifestazione svoltasi al Teatro Quirino di Roma ha sicuramente inciso nella manovra correttiva finanziaria determinando una riflessione nel Governo. Il ministro Tremonti ha infatti riconosciuto – durante l’incontro di ieri con i rappresentanti di CISL-CISLSCUOLA, UIL-UILSCUOLA, CONFSAL-SNALS e CGU-FGU – che la “manovra correttiva del Governo colpisce due volte la scuola”, e così si è impegnato a ripristinare le fasce stipendiali con la possibilità della progressione di carriera.

D. Prof. Ruscica, dunque le proteste sindacali servono a qualcosa?
R. Certamente! Tutte le sigle sindacali stanno tenendo alta la guardia per tentare di indurre il Governo a fare il minor danno possibile. E la disponibilità di Tremonti ad utilizzare il 30% dei risparmi derivanti dai tagli per non abolire gli scatti di anzianità per i docenti fa ben sperare che sulla scuola si voglia fare una riflessione diversa e più equa e che non la penalizzi due volte, come onestamente ha ammesso Tremonti.

D. Vista la disponibilità dimostrata da Tremonti occorrerà ora vigilare perché l’impegno preso con le organizzazioni sindacali presenti all’incontro, Federazione Gilda-Unams, Cisl scuola, Uil scuola e Snals, trovi reale concretezza.
R. Intanto credo che vada apprezzata la scelta di sbloccare l’iter che penalizzava le progressioni di anzianità previste dal vigente Contratto Scuola; il passo che ora dovrà seguire sarà quello di mettere nero su bianco e noi non abbasseremo la guardia e vigileremo affinché il percorso parlamentare di conversione in legge del decreto -legge 78 vada nella direzione concordata in sede negoziale. Se così non dovesse accadere la nostra azione sindacale, che proseguirà comunque in modo determinato, si farà sentire con più forza.

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7 Responses to SCUOLA. SCATTI DI ANZIANITA’: SI VA Al RIPRISTINO DELLE FASCE STIPENDIALI

  1. lavoratore scrive:

    Intanto lo sciopero di venerdì scorso 25 giugno sembra che lo abbia fatto solo l’1,9% dei lavoratori (a detta di Brunetta).
    No, io non l’ho fatto: mi sono stufato.
    Faccio sciopero, mi trattengono la giornata dallo stipendio, vado alle manifestazioni mentre c’è chi resta al lavoro, non rischia niente e si becca il risultato delle manifestazioni sindacali senza aver mosso un dito.
    Ma fatemi il piacere, vah.

  2. Ignazio Giunta scrive:

    Seppur per diverse motivazioni, concordo perfettamente con te circa l’opportunità di aderire ad una manifestazione sterile.
    Lo sciopero è un’azione democratica che serve al lavoratore (di qualunque categoria) per chiedere giuste rivendicazioni, ma mentre il lavoratore di una fabbrica o di un’azienda produttrice incrociando le braccia procura danno al Datore di lavoro che, quindi, ha interesse a raggiungere un accordo, nel pubblico impiego in generale e nella scuola in particolare il datore di lavoro guadagna dall’astensione e non ha alcun interesse a risolvere la questione … anzi …NE GODE.
    Gli amministratori hanno fatto degli insegnanti tutti la nuova categoria di poveri. Immiserendo nel contempo la scuola, la cultura e la società.
    ALTRO CHE SCIOPERO !!!!!

  3. lavoratore scuola scrive:

    Che poi stiamo parlando di 80-120 euro in più al mese ogni 5 anni di anzianità maturati.
    Vale a dire di 30-40 centesimi in più al giorno.

    Noi andiamo a scuola a piedi (quando fa bel tempo) o in motorino per risparmiare benzina mentre ci sono gli studenti e le studentesse (nostri “clienti”) figli di farmacisti, notai, medici e noti politici che parcheggiano le loro auto decappottabili di alta cilindrata di fronte alle scuole.

    Io pure ci GODO a vederli così spensierati questi signorini appena maggiorenni.
    Oggi festeggerò con una fetta di salame in più nel mio panino da un euro e cinquanta.

  4. Ignazio Giunta scrive:

    Cin cin,
    collega, se permetti io aggiungerei una gassosa, altro non posso.

  5. lavoratore scuola scrive:

    CHI LAVORA NELLA SCUOLA SA FARE “2+2″
    POI SE SA FARE ANCHE LE SOTTRAZIONI
    PUO’ SPERARE DI FARE CARRIERA…

    Ho notato nella busta paga di giugno 2010 il pagamento di 57 Euro netti (leggi “cinquantasette”) per 8 ore di lavoro straordinario.

    Fin qui non ci sarebbe niente di strano.

    Il problema è che le ore di straordinario erano una per pomeriggio dalle 15:30 alle 16:30 per progetti vari.
    Dato che le scuole si chiudono alle 14 e non avendo la possibilità di tornare a casa per pranzare cucinandomi un piatto di spaghetti, aglio e olio mi sono dovuto arrangiare.

    Abito troppo lontano purtroppo.

    Quindi senza buoni pasto, senza trasferta pagata ho prestato il mio tempo alla struttura pubblica per 20 ore totali (dalle 14 alle 16:30 per otto pomeriggi: 2,5hx8p=20).

    A conti fatti dunque 57 Euro divise 20 ore fanno 2,85 Euro l’ora.
    Con i quali ci ho dovuto pagare 8 (leggi “otto”) pranzi e la benzina per recarmi al posto di lavoro (nonché l’usura gomme, auto, assicurazione alle stelle, vernice dell’auto che si scolora per parcheggiarla al sole nel parcheggio della scuola ecc. ecc).

    Non ho finito.

    E’ venuto l’idraulico per riparare il motorino elettrico che non pescava.
    Io non ero riuscito a trovare il guasto.
    Nemmeno lui:
    e per questo motivo arriva un pomeriggio assieme ad un suo collega.
    Dopo aver sfasciato mezza casa e smontato mezzo impianto idraulico finalmente individuano il guasto e mi fanno pagare 120 Euro (leggi “centoventi”) di (SOLA!) manodopera.

    A prescindere dal fatto che abbia fatto pagare o meno il padrone di casa… tirate un po’ voi le conclusioni.

    A prescindere dal fatto che abbia partecipato allo sciopero di venerdì 25 giugno scorso…
    … ma non sarebbe più conveniente vendere “calacausi” in spiaggia?
    Almeno mi prendo il sole…

  6. lavoratore scuola scrive:

    Ah, dimenticavo… i 57 Euro sono stati calcolati senza interessi dato che queste ore di straordinario sono state prestate mesi fa.
    Figurati se mi pagavano anche gli interessi per il ritardo nel pagamento.
    Anche se fossero stati 50 centesimi di interessi… moltiplicando i 50 centesimi per centinaia di migliaia di lavoratori non assomanno forse a totali di milioni di Euro che vanno a finire chissà dove?

  7. Impiegato scuola pubblica scrive:

    Se un’ora di straordinario viene computata 7,125 Euro (57 Euro diviso 8 ore) ed un buono pasto ha un costo che di norma si aggira intorno ai 7 Euro, il collega di cui sopra ha prestato la sua opera per 125 centesimi per due ore e mezza.
    Ovvero per 50 centesimi l’ora (125 centesimi diviso 2,5 ore).
    Ma il buono pasto “non è previsto” per la scuola pubblica.
    Quindi il pranzo se lo è dovuto pagare lui.

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