Napoli. Operazione “Impero. Nel processo la teste ritratta: “Non conosco gli imputati modicani, alla polizia ho raccontato delle bugie”
“Non conosco nessuno degli indagati, all’epoca ho riferito cose false alla polizia di Modica”. Sono queste nella sostanza le dichiarazioni di una donna ucraina rese ieri nel processo all’operazione “Impero”, eseguita dalla polizia nel 2003 ed oramai passata dalle competenze dei giudici di Modica a quelle del Tribunale di Napoli. La vicenda vede coinvolti 5 modicani, Luigi Bonincontro, 62 anni, Giorgio Fidone, 62 anni, entrambi patrocinati dagli avvocati Luigi Piccione, Saverio La Grua ed Alessandro Agnello, i fratelli Giorgio e Rosario Caruso, rispettivamente di 66 e 68 anni, e la moglie di quest’ultimo, Francesca Fidone, 58 anni, tutti patrocinati dall’avv. Emanuele Guerrieri. In buona sostanza la donna avrebbe costruito una bufala solo per non mettere nei guai una sua parente che l’aveva aiutato a trovare lavoro nelle serre a Scicli, ma che nei fatti era clandestina. continua…

























