“I medici reperibili non garantiscono la completa apertura della Divisione di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Maggiore”. Questa la motivazione fornita oggi dai vertici dell’Asp di Ragusa ad alcune persone giunte da diverse parti della Sicilia per interventi chirurgici e che si sono viste rimandate a casa. Qualcuno parlava di chiusura dell’Unità Operativa, altri di “reperibilità dei medici”. Sta di fatto che la situazione non è rassicurante, poiché la divisione, in atto lavora a “trazione ridotta”. Stamattina alcuni genitori, giunti al “Maggiore” dove erano programmati interventi per i loro figli, hanno avuto la sgradita sorpresa di sapere che tutto era stato rinviato. Ed allora hanno inscenato una sorta di sit-in nell’area antistante il nosocomio di Via Aldo Moro ed addirittura hanno chiesto anche l’intervento dei carabinieri. Una pattuglia è stata inviata sul posto ed ha raccolto le testimonianze dei presenti. “Si è trattato di un problema di organizzazione – dice Pasquale Granata, direttore sanitario dell’Asp – . Avevamo affidato l’incarico ad un terzo medico, ma questi stamattina (ieri per chi legge) ha rifiutato, per cui ci siamo ritrovati con soli due medici. Il primario, in ogni caso, ha dato la sua disponibilità per operare per cui sopperiremo in ogni caso al disagio. Stiamo valutando l’ipotesi di trasferire un medico da Ragusa o da Comiso a Modica in modo da dare una soluzione immediata alla problematica, che non sottovalutiamo nella maniera più assoluta”. I genitori erano arrivati da ogni parte della Sicilia, anche da Palermo, e poi da Comiso, Rosolini e da altri centri. “Abbiamo fatto tanta strada – dice una mamma palermitana – poiché oggi mio figlio doveva essere sottoposto ad
intervento chirurgico alle tonsille. Quando siamo arrivati all’Ospedale Maggiore ci è stata data questa fastidiosa notizia. Ci è stato detto,
in sostanza, che poco prima era giunta alla Direzione Sanitaria del nosocomio una comunicazione tramite fax con la quale si diceva che uno
dei medici incaricati aveva rinunciato e quindi non si sarebbe presentato”. In pratica il reparto di Modica, diretto dal dottore Angelo Mezzasalma, così come quelli dell’intero comprensorio ibleo, ad eccezione di Ragusa, è operativo solo nei giorni feriali dalle 8 alle 16. Per le emergenze che si verificano dopo quell’orario o nei giorni festivi e per gli interventi che prevedono la degenza ospedaliera, occorrerà recarsi nell’unico reparto con piena operatività di Ragusa”. Il problema, nei fatti, è duplice: la rinuncia del medico incaricato e la soppressione dell’istituto di reperibilità da parte dell’Asp di Ragusa per cui oltre il normale turno di servizio, i medici non proseguono negli interventi chirurgici.

Print Friendly
Share