Procura. Avviso di garanzia per il presidente del consiglio comunale di Modica, Garofalo
Avviso di garanzia per il presidente del consiglio comunale, Paolo Garofalo. Il provvedimento giudiziario non è, comunque, riferito alla sua attività prettamente politica ma a quella professionale di medico-veterinario. Riguarda, infatti, la microchippatura dei cani ed in particolare di un gruppo di cani che alcuni mesi fa gli erano stati portati nel proprio ambulatorio dove sono stati applicati loro i previsti microchip. Sono complessivamente cinque i reati che gli vengono contestati dagli inquirenti e tra questi la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, la truffa, la corruzione per un atto d’ufficio e l’omessa denuncia di un reato da parte del pubblico ufficiale. In buona sostanza viene imputato all’esponente del Movimento per l’Autonomia di non avere denunciato il cattivo stato in cui venivano mantenuti gli animali(anche i luoghi, nel frigintinese, non sarebbero idonei), il fatto che i dieci animali siano stati microchippati con conseguente registrazione a carico di persone diverse nel momento in cui fu una sola quella che li aveva portati fino all’ambulatorio. Come dire sapeva ma non ha denunciato. Alcuni giorni fa questi cani sono stati sequestrati dalla polizia municipale in Contrada Palazzelle ed affidati a terzi. La notizia è rimbalzata in città ieri pomeriggio anche perchè l’interessato, ritenendosi tranquillo, non ha evitato di diffonderla.
La vicenda era nell’aria anche perchè qualche mese fa il segretario generale del Comune, nel corso della seduta del consiglio comunale che riconfermava Garofalo al vertice della civica assiste, aveva comunicato che alcuni atti erano stati sequestrati dalla Guardia di Finanza, e nella circostanza si stava facendo riferimento alla questione della microchippatura quando Garofalo aveva accusato il collega Nino Gerratana di indagare sul suo conto e di fornire anticipazione di indagini nei suoi confronti. “Finalmente – dice Paolo Garofalo – dopo tanto parlare ho un’informativa ufficiale che mi mette nelle condizioni di potere chiarire. E dico finalmente perchè mi è stato fatto un processo mediatico, si è fatta una cassa di risonanza su fatti di cui io posso dare spiegazioni poiché avrò modo di parlare della vicenda nelle sedi opportune, davanti ad un magistrato e non come si è fatto sino ad oggi”. Molto probabilmente Paolo Garofalo concorderà con il suo difensore, l’avv. Salvatore Poidomani, di essere sentito dalla Procura della Repubblica. “Ho testimoni – spiega – e, peraltro, io in quei luoghi dove venivano mantenuti i cani non sono mai andato perchè mi sono stati portati nel mio ambulatorio”.











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