Fermati perchè sospettati dello stupro di Scicli, finiscono in cella per avere disatteso la legge Bossi-Fini
Arrestati, nonostante siano stati scagionati dal pesante sospetto di essere stupratori, due tunisini fermati dai carabinieri proprio nell’ambito della delicata inchiesta. Hichri Radwan, 24 anni, e Krisa Majdi, 31 anni, facevano parte del gruppo di extracomunitari fermati dai militari dell’Arma per accertamenti tendenti ad individuare la loro attinenza con il grave fatto avvenuto la scorsa settimana all’interno della Guardia Medica dove fu rapinata e stuprata la dottoressa di turno notturno. I due sono risultati estranei alla vicenda ma sono stati, oltremodo, trattenuti e rinchiusi nel carcere di Piazza Gesù a Modica Alta poiché clandestini e, dunque, inottemperanti alla cosiddetta legge Bossi-Fini. Erano arrivati a Lampedusa e qui erano stati colpiti dall’ordine del Questore di lasciare immediatamente il territorio italiano. Cosa che non fecero, come accade sistematicamente, poiché il due tunisini si sono, invece, trasferiti a Scicli dove lavoravano irregolarmente. Radwan era accusato anche di avere dichiarato false generalità fornendo il cognome Ravagner. Entrambi ieri mattina sono comparsi per direttissima davanti al giudice monocratico del Tribunale di Modica, Sandra Levanti, che ha convalidato l’arresto. Il pubblico ministero, Veronica Di Grandi, aveva chiesto il mantenimento della misura cautelare in carcere ma il magistrato ha disposto la remissione in libertà ed il nulla osta per l’espulsione. A questo punto, i difensori, gli avvocati Salvatore Poidomani e Francesco Giardina, hanno chiesto i termini a difesa ed il processo è stato rinviato a giovedì.












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