Scicli. Le parti s’invertono. Giornalista accusa di diffamazione a mezzo stampa un prete
Il reato in genere è contestato ai giornalisti, la diffamazione a mezzo stampa. Stavolta, però, le parti si sono invertite. La cosa strana sta nel fatto che la presunta diffamazione sarebbe stata “consumata” attraverso un articolo pubblicato su un mensile di Scicli a firma di una sacerdote, nei confronti di un giornalista. Sul prelato pende adesso la richiesta di rinvio a giudizio e lo stesso dovrà comparire davanti al Gup del Tribunale di Modica il prossimo primo luglio. Il sacerdote, che sarà difeso dall’avv. Bartolo Iacono, estensore dell’articolo, avrebbe offeso la reputazione del giornalista Peppe Savà pubblicando sulla rivista “Dibattito” una “Lettera aperta a Savà” nella quale venivano attribuiti fatti determinati in relazione agli articoli pubblicati dal giornalista riguardanti la Cavalcata di San Giuseppe di Scicli. In pratica l’indagato sosteneva: “ Se Savà pur di non perdere l’occasione di fare un pezzo ghiotto, avesse chiesto al parroco di San Giuseppe la sua versione dei fatti, ad esempio quella che è stata contrabbandata per una pacifica operazione di mediazione su alcuni articoli del regolamento della Cavalcata, si sarebbe rilevata, invece, per quello che è stata: un vile atto di ricatto con intimidazione e minaccia”. L’estensore ha dato alla presunta parte lesa del “diabolico” invitandolo a chiedere scusa alla città di Scicli e agli sciclitani “a cui deve gratitudine e riconoscenza perchè lei sta sputando nel piatto dove fino a ieri ha mangiato”. L’articolo inquisito fu pubblicato nel mese di aprile del 2007. Savà chiederà di costituirsi in giudizio attraverso l’avv. Francesco Riccotti.










Commenti