“I suoi occhi vedono Dio e implorano pietà. Una pietà che siamo chiamati ad accogliere”. Non ha mai fatto riferimento esplicito ai tragici fatti di nove giorni fa don Giuseppe Cabibbo nell’omelia dei funerali di Carmela Alessandrello, 63 anni, uccisa dalla figlia con una ventina di coltellate. L’omelia è stata incentrata sulla figura di Cristo che dà la vita per chi ama. Il corteo funebre è partito dal cimitero dove la salma è rimasta per otto giorni in attesa che si disponesse l’autopsia. Un’attesa estenuante che reso ancor più difficile questo momento per la famiglia di Carmela Alessandrello, devastata da una fatto così drammatico. Alla cerimonia funebre, officiata nella chiesa della Nunziata, hanno preso parte i familiari ed alcuni amici. Una cerimonia molto intima, segnata dalla grande sofferenza dei congiunti della donna. In chiesa ed anche nel corteo che ha accompagnato il feretro nella chiesa per la celebrazione religiosa, era presente il sindaco Giuseppe Alfano. Padre Cabibbo ha parlato di “avvenimenti umani inspiegabili”. “Anche nella morte violenta Dio ci salva – ha detto il parroco della Nunziata -. Chi ha dato la vita per gli altri, così come ha fatto Cristo che era innocente, viene assimilato a lui”. Ai parenti una parola di conforto e di speranza. “Riprendete coraggio – ha detto don Giuseppe Cabibbo a conclusione dell’omelia -. Sperate nel Signore: questo, dal cielo, vi dice mamma Carmela”. Conclusa la celebrazione eucaristica, l’uscita del feretro dalla chiesa e l’ultimo viaggio verso il cimitero. Rimane ricoverata, su disposizione della magistratura, nel reparto di psichiatria la figlia, Biagia La Terra. Il magistrato ha interrogato la donna, che è sottoposta a terapia farmacologica. Pare che di quanto accaduto dieci giorni fa non ricordi nulla.

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