La Giunta municipale presieduta dal Sindaco di Ispica Piero Rustico, ha ufficialmente varato il nuovo piano di fuoriuscita del personale precario ex L.R. n. 89/95 ed ex L.R. n. 21/03 con contratti di lavoro a tempo indeterminato e parziale di tipo orizzontale, stabilizzando di fatto la posizione lavorativa di quaranta lavoratori dell’Ente. La Leggi finanziarie 2007 e 2008, infatti, avevano consentito l’assunzione a tempo indeterminato del personale precario che avesse maturato tre anni (compiuti o in itinere) di contratto di lavoro subordinato negli ultimi cinque anni a ritroso dalla pubblicazione della Finanziaria 2007 e che l’assunzione nella dotazione organica dell’Ente sarebbe potuta avvenire previo esperimento di procedure selettive opportunamente attuate; tra il personale in forza al Comune, ben settantaquattro unità avevano maturato il requisito dei tre anni e, nel Giugno del 2009, si era proceduto all’avvio della stabilizzazione del personale precario ex A.S.U.. Per i lavoratori stabilizzati sarà approntato un contratto a tempo indeterminato parziale a ventiquattro ore settimanali. La deliberazione, approvata a votazione unanime, è stata resa immediatamente esecutiva e grande soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Piero Rustico e dagli Assessori per l’importante risoluzione raggiunta. “La stabilizzazione dei precari rappresentava un’urgenza improcrastinabile per dare serenità e fiducia nel futuro a tanti dipendenti comunali; la deliberazione adottata rappresenta una grande vittoria per questa Amministrazione comunale e motivo di immenso orgoglio sul piano personale, poiché si aggiunge a buon diritto alle tante promesse mantenute del programma elettorale in cui i miei concittadini hanno riposto fiducia nella primavera del 2005” ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando l’importante traguardo raggiunto.
Presso l’Aula consiliare del comune di Giarratana, organizzato dall’Amministrazione Comunale, si è tenuto in questi giorni un interessante incontro su " I regimi di aiuto per le Pmi dalle linee direttive ai bandi". Il dottor Rosario Alescio , presidente della Crias di Ragusa ha relazionato sulle opportunità di finanziamento offerte dai fondi F.e.s.r. con riferimento all’ attivazione, alla riqualificazione ed all’ampliamento dell’offerta ricettiva locale. La dottoressa Mirella Mazza della Logos – Finanza Agevolata, ha parlato dei vari settori di intervento e della tipologia di intervento. L’Amministrazione comunale con questo incontro/dibattito ha voluto farsi da tramite per informare tutti gli imprenditori locali, intervenuti numerosi, sulle possibilità offerte dai finaziamenti europei. Soddisfatta il capogruppo del Pdl al consiglio Comunale Michela Frasca, organizzatrice dell’incontro in collaborazione con l’assessore allo sviluppo economico, Giovanni Tuminello. ( nella foto un momento della manifestazione)
NEGLI ULTIMI GIORNI DELL’ANNO, COME DISPOSTO DAL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI RAGUSA, TENENTE COLONNELLO NICODEMO MACRÌ, I CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI VITTORIA SONO STATI IMPEGNATI IN UNA SERIE DI SERVIZI DI CONTROLLO DEL TERRITORIO FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE E REPRESSIONE DEI REATI INERENTI ALLA VENDITA ILLECITA DEI FUOCHI PIROTECNICI. IN PARTICOLARE, NELL’AMBITO DEI CITATI SERVIZI, I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI COMISO, NELLA SERATA DI IERI, DOPO AVER TENUTO SOTTO OSSERVAZIONE PER GIORNI UNA ABITAZIONE DEL CENTRO ABITATO DI COMISO, AVENDO NOTATO ALCUNI GIOVANI ENTRARE NELL’EDIFICIO PER POI USCIRNE CON GROSSI INVOLUCRI, EFFETTUAVANO UNA PERQUISIZIONE DOMICILIARE DELL’APPARTAMENTO ALL’INTERNO DEL QUALE SORPRENDEVANO IL PROPRIETARIO, UN 49ENNE COMISANO, CONIUGATO, NULLAFACENTE, PREGIUDICATO PER REATI CONTRO IL PATRIMONIO, MENTRE ERA INTENTO A VENDERE UN ARTIFIZIO PIROTECNICO AD UN RAGAZZO DEL LUOGO. UNA APPROFONDITA ISPEZIONE DEI LUOGHI HA PERMESSO DI RINVENIRE UNA PRIMA PARTE DEI FUOCHI ILLECITI ALL’INTERNO DELLA STESSA ABITAZIONE MENTRE NEL GARAGE DI PERTINENZA VENIVA RINVENUTO IL QUANTITATIVO PRINCIPALE. TRA QUESTI VENIVANO TROVATI FUOCHI ARTIFICIALI DI CATEGORIA V CHE POSSONO ESSERE ACQUISTATI E FATTI ESPLODERE SOLAMENTE DA PERSONE IN POSSESSO DI ABILITAZIONE AL LORO MANEGGIO. AL TERMINE DELL’ATTIVITÀ DI POLIZIA VENIVANO SEQUESTRATI OLTRE 100 KG. DI FUOCHI ARTIFICIALI ILLECITI NELLA DISPONIBILITÀ DI L.S. S., IL QUALE VENIVA DENUNCIATO A PIEDE LIBERO ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA IBLEA DAVANTI ALLA QUALE DOVRÀ RISPONDERE DEI REATI DI DETENZIONE E COMMERCIO ILLEGALE DI MATERIALE PIROTECNICO.
Nuovi contratti per i dipendenti comunali part-time a Pozzallo. Trentasei ore e contratto a tempo pieno per la maggior parte di essi. L’aumento delle ore è stato riconosciuto anche ai lavoratori inquadrati con contratto inferiore a 30 ore. Trentasei contrattisti con contratto a tempo determinato a scadenza quinquennale, non rinnovabile, oggi godono di un contratto a tempo indeterminato. A 24 ore per gli impiegati, a 36 ore per gli agenti di Polizia municipale. Alcuni dipendenti sono stati inquadrati con riduzione di ore, ma a tempo indeterminato, cioè sono diventati dipendenti a tutti gli effetti con contratto definitivo, suscettibile di adeguamento migliorativo in un prossimo futuro. Il sindaco Giuseppe Sulsenti, con la valida collaborazione dell’assessore al personale on. Attilio Sigona, ha mantenuto gli impegni. Un traguardo storico per il personale che ha beneficiato dei provvedimenti. Un obiettivo raggiunto dopo anni di attesa. I dipendenti transitati a tempo indeterminato dalla categoria C alla B, su suggerimento dell’assessore Sigona, hanno accettato con riserva per salvaguardare il diritto a ritransitare nella categoria C, non appena la Regione promuoverà adeguata iniziativa legislativa. Prossimo obiettivo dell’Amministrazione Sulsenti quello di pervenire in tempi brevi alla completa ristrutturazione della macchina burocratica. “Chiudiamo il 2009 – dice Sulsenti – con un risultato positivo che riguarda il futuro di decine di lavoratori e delle loro famiglie, che oggi possono tirare un sospiro di sollievo avendo certezza che il loro rapporto di lavoro con il Comune continuerà fino alla pensione. Una bella soddisfazione che ci sprona a fare sempre di più nell’interesse dell’azienda Comune e della comunità”.
Dodici mesi, ma un solo triste ricordo. L’anno che si chiude oggi passerà alla storia della città soprattutto per la tragedia di contrada Pisciotto e per la tragica morte del piccolo Giuseppe Brafa. E’ il 15 marzo quando, intorno alle 15,30, un branco di cani randagi, ribattezzati “killer”, azzanna mortalmente il bambino di appena 9 anni. Sono giorni di dolore e rabbia, in cui Modica balza agli onori della cronaca nera italiana ed internazionale. Farà discutere l’ordinanza di abbattimento dei cani pericolosi nella zona della tragedia, emanata dal sindaco Antonello Buscema. Spente le luci dei riflettori, rimane vivo il dolore. Ma il 2009 è anche l’anno del cioccolato. Dal 30 aprile al 3 maggio va in scena “Chocobarocco”, la kermesse per la prima volta organizzata “in house”. Emergono degli errori, ma alla fine si può esprimere soddisfazione. Il cioccolato torna alla ribalta a metà novembre. Una barretta di “modicano” prodotta a Bronte fa scoppiare la bagarre. Si prova a correre ai ripari, affrettando il passo sul riconoscimento Igp, ma dal Ministero, nel corso di un incontro, arriva lo stop e l’invito a richiedere un Marchio collettivo geografico. Per la cronaca, al di là delle attività delle forze dell’ordine, il 2009 si ricorderà per il cambio al vertice della Procura della Repubblica. Il 3 settembre arriva a Modica, proveniente della Procura distrettuale di Catania, Francesco Pulejo che succede a Domenico Platania. A palazzo San Domenico a tenere banco, costantemente, è la crisi finanziaria. Si decide la liquidazione della Multiservizi, si attuano manovre e si prova ad uscire dal tunnel. Autunno caldo sul fronte sindacale. Se l’avviso di garanzia al presidente del Consiglio comunale per il mancato inserimento nel bilancio di previsione degli arretrati contrattuali spezza il filo tra Sindaco e Cisl, il rapporto con la triplice si rinsalda in occasione del cambio della gestione del servizio rifiuti. Dopo giorni di sciopero e disagi, alla luce anche dell’arresto dei vertici dell’Ati Busso, Buscema affida la gestione alla ditta Puccia. Il 2009 è anche l’anno del ricordo dello scrittore Raffaele Poidomani, con una serie di convegni ed iniziative nel 30esimo anniversario della morte. Torna fruibile al culto, dopo un lungo restauro, il Santuario della Madonna delle Grazie, mentre vengono inaugurati il parco archeologico di Santa Lucia e quello attrezzato di San Giuseppe ‘u Timpuni. Infine è l’anno che porta via anche la penna della collega giornalista Loredana Modica.
Sabato 2 gennaio alle ore 20,30 nel Salone degli Stemmi del Castello di Donnafugata prenderà il via la manifestazione “Arte e Gusto Ibleo”, con il concerto d’apertura del duo Francesco Cafiso – Dino Rubino. Francesco Cafiso, sassofonista vittoriese di fama internazionale, orgoglio siciliano nel mondo, è l’enfant prodige del jazz italiano. A soli vent’anni vanta un curriculum straordinario, in cui spiccano le esperienze al fianco di “mostri sacri” come Wynton Marsalis, Hank Jones, Cedar Walton, Joe Lovano, Franco D’Andrea, Jimmy Cobb e le numerose esibizioni sui palcoscenici dei festival internazionali di New Orleans, Montreal, Melbourne, Tokio, Londra, Vienna, non ultima quella del 19 gennaio scorso a Washington (USA) in occasione dei festeggiamenti per l’insediamento del presidente Barak Obama. Dino Rubino (tromba e pianoforte), classe 1980, è considerato uno dei migliori talenti emergenti del jazz italiano. Il sodalizio musicale con Cafiso risale al 2007. In quell’anno Rubino è entrato a far parte del “Francesco Cafiso Italian Jazz Quartet”, suggellando l’incontro con il giovane sassofonista con l’incisione del disco “Portrait in black and white” per l’etichetta giapponese Venus (2008). Il concerto sarà preceduto da un cocktail di benvenuto con prodotti tipici iblei. Una guida, inoltre, illustrerà le caratteristiche storico-artistiche del Castello di Donnafugata. Nel Salone degli Stemmi sarà esposta l’opera del maestro Piero Guccione “Vita e morte dell’ibisco”, che è anche l’immagine ufficiale della manifestazione. “Arte e gusto ibleo” è organizzata da “Winner’s Wing eventi e comunicazione”, promossa dall’Assessorato regionale al Turismo, con il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico attraverso l’APQ (Azioni di sistema per il Turismo), con il patrocinio dei Comuni di Ragusa, Modica, Vittoria, Comiso e Scicli. La manifestazione è inserita nel Circuito del Mito, ideato dall’Assessore al Turismo Nino Strano. Il concerto è a ingresso libero fino a esaurimento posti, previa prenotazione obbligatoria con conferma al numero 327 1539629.
Si è svolto in questi giorni un importante incontro presso la Soat 35 (Sezione Operativa di Assistenza Tecnica) di Santa Croce, a difesa e valorizzazione del latte d’asina e derivati. Una tavola rotonda voluta dalla 5a Commissione Provinciale Sviluppo Economico presieduta da Salvatore Mandarà, per dare voce e possibilità di confronto agli allevatori e tecnici del comparto. Tanti i punti all’ordine del giorno: dall’abbattimento dei costi di macellazione alla costituzione della banca del latte asinino, dalla realizzazione di un centro di onoterapia al recupero della razza del suino nero ibleo. Canali questi che esigono interventi urgenti perché dopo il settore agricolo, la spina dorsale dello sviluppo economico della provincia iblea così come della Sicilia in genere, è l’indotto dell’allevamento. “La nostra provincia possiede un patrimonio che ci deriva dal settore zootecnico che è certamente volano dell’economia nostrana – commenta Salvatore Mandarà – ed è per questo che occorre azionare ogni forma di strategia che ne comporti la valorizzazione, soprattutto in un sistema d’integrazione a maglie fittissime, dall’aspetto antropologico a quello naturalistico, visto che abbiamo vaste aree a forte vocazione agro-pastorale, il tutto a tutela della biodiversità animale. Questo significa da un lato identificare e tutelare specie con peculiarità assolutamente uniche, che rappresentano una forte tradizione locale, e dall’altro tradurre queste caratteristiche univoche in prodotti che risultino attraenti per il mercato dei consumatori e dunque economicamente redditizi per i produttori”. Questo incontro ha principalmente voluto fare ricadere l’attenzione su una presenza importante delle nostre campagne e che purtroppo è a rischio estinzione: l’asino ragusano. Gli incentivi che chiedono gli allevatori sia all’Ente Provincia quanto all’Assessorato Regionale Agricoltura è l’abbattimento dei costi di macellazione, in quanto si ritiene insostenibile un costo attuale che va dai 125 ai 135 euro per macellare un asino, così come è stato fatto presente l’aspetto del latte d’asina sia dal punto di vista qualitativo quanto per il costo che deve sostenere il produttore. Infatti va detto che un produttore a fronte di un costo di produzione di 6 euro circa al litro, ha poi la possibilità di rivenderlo solo ad 8 euro a litro, quando al nord allo stesso costo di produzione gli allevatori lo rivendono a 12-15 euro al litro. Divario inaccettabile se si considerano soprattutto le elevate proprietà nutritive del latte, proprio perché ha caratteristiche molto simili a quello umano tant’è vero che un tempo era consuetudine sostituire il latte della madre con quello d’asina. Ecco che una delle richieste provenienti dal mondo della produzione è proprio quella di realizzare una banca del latte asinino, un consorzio che ne garantisca la tutela. Oltretutto come ribadiscono il presidente della 5a commissione Mandarà ed il suo vice Colandonio, l’asino si può utilizzare anche per attività di onoterapia, cioè un complesso di tecniche di educazione e ri-educazione mirato ad ottenere un miglioramento del disagio causato da una molteplicità di agenti patogeni come danni sensoriali, cognitivi, affettivi, relazionali ecc. Ed è per questo che si è parlato dell’opportunità data anche dalla Soat di Santa Croce, di realizzare un centro di onoterapia all’interno dei loro stessi campetti. Un altro elemento della zootecnia iblea che necessita di incentivi al fine di consentirne il recupero e quindi la riproduzione, è la razza del suino nero, dal quale si ricavano il salame e la salsiccia, degni ambasciatori della tradizione della salumificazione soprattutto chiaramontana. Queste dunque le esigenze di una parte dell’indotto zootecnico che sono state oggetto di confronto del quale la 5a Commissione Sviluppo Economico si farà portavoce.
Si è svolta a Ragusa, in via Roma, come programmato, l’ultima attività per l’anno 2009 della Campagna “ Dico no alla droga, dico sia alla vita” ispirata alle opere di L. Ron Hubbard. I volontari della Chiesa di Scientology e della Fondazione per un mondo libero dalla droga nella serata del 30 Dicembre hanno incontrato le tante persone che passeggiavano per le vie di Ragusa ed hanno distribuito gratuitamente centinaia di opuscoli “ La verità sulle droghe”. Soddisfazione per il bilancio delle attività svolte in questo anno che ci sta per lasciare per aver raggiunto più di 5.000 persone, nella sola provincia di Ragusa, con le vere informazioni che riguardano le droghe che rimpiazzano i miti che gli istigatori al consumano amano decantare. Un impegno constante, che ha visto i volontari attivi in ogni periodo dell’anno, anche in piena estate e sotto le feste, e grande soddisfazione per la certezza del valore di far veicolare un messaggio contro le droghe che li ha portati a lavorare intensamente in queste attività. Ed è stato proprio il gruppo di Ragusa il più attivo di tutta la Sicilia nel portare avanti questo messaggio: gli organizzatori della Campagna “dico no alla droga, dico si alla vita” lodano tutti i volontari di Ragusa che in questo 2009 hanno contribuito alla buona riuscita delle attività e il loro desiderio di creare un ambiente migliore nella propria area.
Eccezionale impresa di un gruppo di spagnoli, composto da quattro ciechi, due disabili negli arti inferiori ed un medico, che accompagnati dalla guida alpina Salvatore Marletta, chiaramontano doc, ha scalato l’Etna arrivando a quota 3342 metri sul livello del mare. A detta dei responsabili della spedizione questo rappresenta il primo gruppo di disabili che si avvicinano alla vetta principale dell’Etna ed è probabilmente il primo gruppo al maondo completamente cieco ( due ciechi totali e due non vedenti) ad arrivare in cima al vulcano. E tutto questo grazie anche alla esperienza, alla capacità e professionalità del chiaramontano Salvatore Marletta, guida del Club Alpino Italiano e componente delle struttura Sicilia Adventure srl creatata nel 2009 con lo scopo di contribuire allo sviluppo turistico della Sicilia Orientale, in particolare degli Iblei, promuovendo iniziative come quella della scalata dell’Etna da parte di disabili, attraverso attività naturalistiche legate al territorio ed alle tradizioni. La spedizione che è stata organizzata dalla Fundaciòn Espanola de Montanismo y Deporte Adaptado ( Femada) è partita da Madrid alla volta della Sicilia con l’obiettivo di salire sull’Etna a quota 3342 , Tutti i sei scalatori appartengono alla Semed cioè la Sociedad Espanola de Montanismo y Escalada per disabili. La guida Marletta, che non è nuovo a queste particolari imprese, ha affermato che " la nostra perseveranza ha pagato dopo aver ottenuto il nostro obiettivo di sette ore di sforzo, su in cima per la gioia di noi tutti ci siamo abbracciati, nonostante la sofferenza per l’esalazione di zolfo e un pò di tensione per il percorso sulle rocce vertiginose del cratere centrale. ( Nella foto il gruppo dei partecipanti da sx Manuel Masedo, Javier Fran, Juan Carlos Bejerano, Carlos Alonso, Alfonso Valladolid ed il medico e direttore tecnico della salita Juan Antonio Carrascosa, la foto ad alta quota è stata scatata da Salvatore Marletta) "L’amministrazione comunale ha avuto un lasso ampio di tempo (circa un anno e mezzo) per affrontare con l’amministratore unico la questione rappresentata dalla Multiservizi e dovrebbe oggi avere chiaro ciò che intenderà fare della società ma soprattutto dei suoi dipendenti". Sono parole del segretario provinciale della Fp Cgil, Salvatore Terranova, che torna ad occuparsi della vicenda Multiservizi, perché "sulla società le posizioni e le soluzioni sono cambiate repentinamente, di mese in mese, e l’unico fatto che si evidenzia sempre più è il malessere dei dipendenti, che cresce di giorno in giorno, e che potrebbe sfociare in un atto ingestibile, con riflessi non dignitosi per la città e suoi abitanti e qualche conseguenza irreparabile". "Il Sindaco, nelle sue esternazioni pubbliche – spiega Terranova – fa capire di avere le idee chiare, stupisce però che dopo così tanto tempo trascorso nulla sembra essere determinato e tutto, al contrario, sembra andare come prima, più o meno. Questa O.S. non può più accettare che sulle due Società comunali si sia ancora nella fase della discussione o che se ne differisca la definizione. La Cgil una proposta ( usione per incorporazione delle due società) l’ha già avanzata e l’amministrazione non sembra abbia voluto coglierne l’opportunità. Lasciando però da parte la questione se le due società vadano fuse o che una delle due vada liquidata, è la proposta dell’amministrazione sul mantenimento dei livelli occupazionali che è inaccettabile. L’amministrazione – prosegue il sindacalista – è passata dalla posizione di liquidare la multiservizi e di mettere il personale tutto in mobilità a quella di fondere le due società con il trasferimento degli ex-asu in eccedenza ad altri enti pubblici e l’altro personale, sempre in eccedenza, di collocarlo nelle aziende aggiudicatarie dei servizi, prima svolti dalla società e che ora si vogliono esternalizzare, e di assegnare all’azienda restante tutti i servizi ritenuti leggeri. Poi è ritornata in auge l’idea della liquidazione della multiservizi con procedure di salvaguardia del personale più o meno articolate, ma insicure per la sorte dei lavoratori, in sostanza con l’amplissima applicazione della mobilità che implica il licenziamento. La prima operazione era scioccante, perché significava sacrificare alla povertà più di cento famiglie, e ciò per solo fatto di far prevalere una indicazione politica dai risvolti populistici; la seconda operazione quasi impossibile perché nessun ente pubblico in provincia è nelle condizioni di assumere questo personale ex-asu e perché non significa mantenere i livelli occupazionali dell’altro personale trasferendolo nelle imprese aggiudicatarie (magari uno due anni di lavoro e poi essere licenziato). La nuova posizione, che poi è una riproposizione di quella originaria, fa solo feriti e nient’altro. Siamo adesso in contesto apparentemente ancora indefinito che lascia intendere presagi non edificanti per il personale, per cui è necessario da subito giungere ad un accordo che metta in serenità la forza- lavoro". La Cgil propone un accordo che preveda sostanzialmente tre punti: 1.Piano di messa in mobilità dei dipendenti prossimi alla pensione; se ne parla da tempo ancora nulla si è fatto; 2.Piano di utilizzo del personale che resta nel nuovo soggetto aziendale, bandendo una volta per tutte l’idea della mobilità; 3.Piano di proroga dei contratti a termine (6 unità) che scadranno tra qualche giorno o presso l’ufficio provinciale del lavoro competente per territorio o attraverso le procedure previste dal CCNL di comparto. " Il predetto accordo o trova pieno accoglimento con la sottoscrizione della Giunta e dell’Amministratore unico o si apre la strada della lotta sindacale – conclude Salvatore Terranova – che non esclude forme di protesta quali lo sciopero e presidi presso la casa comunale e nella sede della società. Nel far presente che viene proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti della Multiservizi a decorrere dal 2 gennaio 2010, si chiede all’amministrazione comunale e all’Amministratore unico di convocare, in tempi strettissimi, le organizzazioni sindacali per definire l’accordo così come sopra indicato".
Si sblocca, finalmente, la vicenda dell’imprenditore modicano Raffaele Di Grandi, deceduto lo scorso 18 dicembre e tutt’ora rinchiuso in una cella frigorifera dell’obitorio del Cimitero di Ragusa Ibla. Dopo che la Procura della Repubblica di Ragusa aveva preso tempo sulla richiesta avanzata dai legali della famiglia della vittima, decidendo solo quattro giorni fa di affidare l’autopsia al medico legale, Vincenzo Cilia, erano sorte altre difficoltà. Nella sostanza non si era riuscito a reperire un cardiologo disposto a presenziare alle operazione peritali. Finalmente nelle scorse ore è stato individuato il cardiologo catanese Consolo che domattina alle 10 sarà a Ragusa quando, dopo il conferimento dell’incarico parteciperà insieme al dott. Cilia, all’esame autoptico che dovrà stabilire le cause che hanno determinato la morte del cinquantatreenne modicano avvenuta nel corso di un intervento di angioplastica all’ospedale “Maria Paternò Arezzo” di Ragusa Ibla. In atto la Procura non ha iscritto nessun nome sul registro degli indagati per cui oggi ci saranno solo i rappresentanti di parte civile. Si sono costituiti, infatti, Salvatore Di Grandi, il figlio maggiore della vittima, che è patrocinato dagli avvocati Carmelo Scarso e Giuseppe Pellegrino, e Vincenzo Di Grandi, fratello dell’imprenditore, che ha nominato l’avvocato Carmelo Peluso. In entrambi i casi sono stati indicati due consulenti tecnici di parte, i medici legali Francesco Coco e Lucio Di Mauro. Il decesso era avvenuto venerdì 18 dicembre, poco prima delle 13, nel reparto di Emodinamica dell’«Arezzo». I carabinieri dei Nas, il giorno dopo avevano acquisito la cartella clinica del paziente dopo la denuncia presentata dai familiari dell’uomo. Lesame autoptico intende accertare le cause che hanno determinato il decesso e se esistano responsabilità del personale medico che ha eseguito l’intervento.
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