L’INCIDENTE MORTALE DEL MODICANO GIOVANNI TURLA’. Riceviamo dal fratello e pubblichiamo
Al Signor Direttore.
Sono Marcello Turlà, premesso che tutte le notizie date alla stampa sono state di mia iniziativa e non consigliati dai nostri legali. Nessuno ha voluto fare un processo sui giornali, ma vorrei chiarire non si fa nemmeno nel Comando di Polizia Municipale di Ispica o negli Studi Legali (Cosa che chiarirò al momento e nella sede opportuna). Nessuno ha il diritto di dare una sentenza, tranne che sia il Giudice. Vorrei dire (ma non posso) tutto ciò che penso sulla morte di mio fratello, ma un punto vorrei toccarlo. Lasciando perdere come è successo l’incidente di chi sia la responsabilità, la cosa che più ci fa male e per la quale vorremmo capire, come si può NON avvisare la famiglia che mio fratello ha avuto un’incidente mortale, e solo dopo circa 2 ore ne siamo venuti a conoscenza grazie al buon cuore del medico del pronto soccorso che ha risposto al cellulare di mio fratello. Come mai arrivato il 118 di Ispica hanno dato soccorso alla persona che ha avuto l’incidente con mio fratello (30 gg. di prognosi), hanno estratto mio fratello dalla macchina lo hanno lasciato sull’asfalto e hanno aspettato circa 20 minuti il 118 di Pozzallo (deceduto dopo circa 30 minuti dall’arrivo in ospedale). Queste sono le cose che ci fanno male e penso farebbero male a qualsiasi persona. Di quanto sopra vorremmo capire il perchè possono succedere queste cose, anche se il mio pensiero è fermo in una posizione che chiarirò al momento opportuno. Distinti Saluti Turlà Marcello







Commenti