La tragedia di Contrada Pisciotto raccontata da uno dei soccorritori, Luca M., che domenica mattina insieme ad altri tre amici si era recato a Marina di Modica per fare un po’ di footing. “Durante la corsa – dice il testimone oculare – ad un certo punto ci troviamo davanti ad un ragazzino che grida in modo straziante. C’è anche un adulto che tiene il bambino con una mano e con l’altra una bici. L’uomo ci chiede aiuto e ci spiega che il bambino è stato appena aggredito da un gruppo di cani randagi. Il piccolo ha il collo e l’orecchio insanguinato. A questo punto ci siamo separati: i miei amici hanno accompagnato il bambino verso la vicina piazzetta di Marina di Modica" mentre io ho chiedo ad una donna straniera che era li nella zona (ma ignara del fatto) che stava telefonando di prestarmi il telefonino per chiedere aiuto. Ho chiamato il 118”. Da qui, secondo l’interessato denuncia una sorta di odissea. “L’operatore – spiega – mi ha chiesto le generalità e voleva sapere il mio numero di telefonino. Non lo conoscevo e nemmeno la proprietaria in quel momento lo ricordava. L’operatore, visto che non ero in grado di fornirgli il numero mi ha consigliato di prendere il bambino e portarlo in ospedale. La nostra auto era a circa 3 km di distanza. Non ci restava altro che correre per trovare qualcuno che ci aiutasse. Nel frattempo la signora comunica il numero del cellulare di suo marito all’operatore del 118 e quindi l’ambulanza partiva da Pozzallo. Grazie ad uno strumento che portiamo con noi quando siamo in corsa (gps satellitare-garmin 205) mi sono segnato l’orario di partenza della chiamata dell’ambulanza. Appena chiusa la conversazione con il 118 chiamo il 113 per segnare lo stato di pericolo che c’era nella zona. Dopo avergli raccontato l’intero fatto, mi viene detto di chiamare i Vigili Urbani, perchè la competenza è loro. Intanto raggiungo i miei amici e mi accorgo che il ragazzino "di nome Carmelo" stava ricevendo i primi soccorsi dalle famiglie che alloggiano nella piazzetta. Io gli chiedo se ricorda il numero di telefonino dei genitori, il suo cognome e dove potevamo trovarli. Carmelo era sotto shock e non riesce ad aiutarci tanto. Noto una signora un pò fuori di sè che corre ed avvicinandomi le chiedo se fosse la mamma di Carmelo. Dopo aver avuto la conferma , l’ho tranquillizzarla. Nel frattempo arriva suo marito. Visto che non arriva nessuno parto di corsa verso la stazione di Carabinieri di Marina di Modica. Il piantone, dopo avermi chiesto le generalità, comprende l’urgenza del caso e chiama la pattuglia dicendo di raggiungere immediatamente la zona. In mia presenza chiama il 118 per avere delle informazioni relativamente all’ambulanza. Gli rispondono che era già partita da Pozzallo per raggiungere il posto. Erano già trascorsi 30 minuti dalla nostra chiamata”.

NELLA FOTO PUNTA PISCIOTTO LA ZONA DELLA TRAGEDIA

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